Libri · Recensioni

Recensione: “La Storia di Mr. Polly” di H.G. Wells.

Ciao a tutti! La recensione di questa settimana è di un romanzo dello scrittore inglese H.G. Wells (1866-1946), celebre per i suoi racconti di fantascienza come La Guerra dei Mondi e La Macchina del Tempo.
Sapevate però che, nel corso della sua carriera Wells, si è dedicato anche ad altri generi come la narrativa storica e il romanzo umoristico?
Il libro di cui vi parlo oggi rientra proprio in quest’ultima categoria, si è aggiudicato un posto nella classifica dei cento migliori romanzi secondo il Guardian e si intitola La Storia di Mr. Polly, pubblicato nel 1910 in Inghilterra da noi arriva per la prima volta grazie all’editore Meridiano Zero.

La storia di mr polly  hg wells


Il protagonista della storia è
Mr. Polly, un ometto in crisi di mezz’età che vive in un’immaginaria cittadina del Kent.
Polly è goffo e impacciato e, per sdrammatizzare la sua incapacità di relazionarsi con gli altri, inventa neologismi sempre nuovi, parlando una lingua quasi tutta sua; ma Polly è anche un avido lettore a cui piace perdersi nei meandri della sua fantasia e rincorrere il sogno di una vita migliore.

La componente autobiografica de La Storia di Mr. Polly si ritrova nelle parole dello stesso Wells che descrive questo romanzo come la ricerca della pace mentale che lui stesso non è mai stato in grado di trovare, un modo per esorcizzare un senso di inadeguatezza che lo stesso autore aveva provato durante la sua vita.
Nel romanzo non mancano i risvolti umoristici con il nostro protagonista che addirittura, da antieroe, diventa niente meno che l’eroe della situazione per aver salvato una vecchina dall’incendio che lui stesso aveva appiccato nel tentativo di suicidarsi.
Come in ogni buona commedia inglese, non manca nemmeno una buona dose di satira sulla middle class tardo-vittoriana e la critica al sistema scolastico.

La Storia di Mr. Polly è, sempre citando l’autore, il suo romanzo più felice, una commedia divertentissima sulla crisi di mezz’età, dietro alla quale si cela una lettura del testo più profonda, in cui il protagonista diventa specchio di una società in grande mutamento, che vive rincorrendo i propri sogni e le proprie aspirazioni, alla continua ricerca di una vita migliore.

La Storia di Mr. Polly è già in libreria al prezzo di 14,00 euro.


Vorrei infine ringraziare Meridiano Zero, per avermi dato l’opportunità di recensire un romanzo di un autore che apprezzo moltissimo.

E voi conoscevate questo romanzo? Cosa ne pensate? Fatemi sapere nei commenti!

Libri · Recensioni

Recensione: “Il Tempo dell’Attesa” di Elizabeth Jane Howard.

Ciao a tutti! Questa settimana torniamo nell’Inghilterra degli anni Trenta e nel mondo creato da Elizabeth Jane Howard. La recensione di oggi è, infatti, de Il Tempo dell’Attesa, secondo volume della saga della famiglia Cazalet, edita da Fazi Editore.

Howard tempo attesa

Il primo volume si concludeva con la garanzia, data niente meno che da Chamberlain, che l’Inghilterra non sarebbe mai entrata in guerra. Nel 1939, anno da cui riparte il secondo volume, la situazione appare invece completamente diversa: il conflitto entra di prepotenza nella vita della famiglia e, benché si cerchi di continuare a vivere normalmente, non si può far a meno di notare che molte cose sono cambiate.
Se nel primo volume il Generale si preoccupava di maschere antigas, rifugi in caso di bombardamenti e oscuramento delle finestre, adesso la famiglia si trova a dover far fronte a qualcosa a cui soldi e potere possono fare poco e niente: razionamento del cibo ad ogni pasto e tessere per l’acquisto dei beni di prima necessità, per citarne un paio.

In questo secondo volume, la Howard si concentra con più attenzione sulle tre adolescenti della famiglia: Polly, Clary e Louise.
Polly e Clary approfondiscono il loro rapporto diventando amiche inseparabili seppur con necessità diverse: Polly è preoccupata dalla mancanza di vocazione che la affligge, Clary invece, è convinta di voler seguire la strada per diventare scrittrice, ma la partenza del padre per la guerra e la necessità di badare a Neville e a Zoe la costringeranno a ridimensionare il suo sogno.
Louise, la più grande delle tre, parte alla volta della più moderna e libera Londra qui, lontano dalla famiglia ma sempre fedelmente accompagnata dalle sue citazioni shakespeariane, cercherà di portare avanti la sua carriera da attrice e di vivere nel mondo degli adulti.

Questa scelta di concentrare i capitoli su singoli personaggi è dettata dal fatto che, in questo volume, la famiglia dei Cazalet si spacca e ognuno, in modo ancora più marcato rispetto a Gli Anni della Leggerezza, persegue in maniera più indipendente i propri sogni e ambizioni.

Personalmente, anche se appunto la scelta è stata necessaria, mi ero molto affezionata al racconto corale del primo volume e un po’ mi è dispiaciuto non ritrovare questa formula anche ne Il Tempo dell’Attesa.
A parte questo, Elizabeth Jane Howard non delude nemmeno stavolta e riesce a portare avanti in maniera magistrale l’intreccio e l’evoluzione dei personaggi.
Il Tempo dell’Attesa è un libro che non si regge su continui continui colpi di scena per dare l’idea di qualcosa di sensazionale e stupire il lettore, è piuttosto un insieme di tanti piccoli eventi, belli e brutti, che proprio come nella vita di tutti i giorni, ci coinvolgono e ci accompagnano.

Voi seguite questa saga? Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti!

Libri · Recensioni

Recensione: Harry Potter and the Philosopher’s Stone – Edizione speciale 20 anni.

Ciao a tutti! Questa settimana ho deciso di parlarvi del mio ultimo acquisto libresco, si tratta di Harry Potter and the Philosopher’s Stone nell’edizione che celebra i vent’anni dall’uscita del libro, avvenuta il 26 giugno 1997.

Harry potter and the Philosopher's Stone 20 years

Per festeggiare questo importante traguardo la casa editrice Bloomsbury ha ristampato il primo volume della saga in una veste completamente nuova, dedicata alle quattro casate di Hogwarts: Grifondoro, Tassorosso, Corvonero e Serpeverde.

harry potter 20 years edition

La ristampa prevede due formati per ciascuna Casa: copertina rigida e brossura, io ho acquistato l’edizione con la copertina rigida a tema Serpeverde, però ho sbirciato anche le altre versioni e accidenti, le avrei volute acquistare tutte!

Ma partiamo adesso con la recensione vera e propria.
Sulla copertina di ciascuna versione troviamo un artwork raffigurante l’animale simbolo della Casa, è ritratto nel colore predominante della casata e accompagnato dai tratti tipici dei membri di quest’ultima, nel caso di Serpeverde: pride, ambition e cunning, appunto.

All’interno del volume continuano le illustrazioni a cura dell’artista Levi Pinfold e troviamo anche alcuni approfondimenti sulla casata stessa come per esempio cenni sul fondatore, sul fantasma, sulle personalità che hanno reso la Casa famosa e sulla stessa J.K. Rowling.
Lungo il taglio del libro invece, le pagine sono colorate dei colori della Casa seguendo lo stile delle celebri sciarpe della divisa di Hogwarts.
Queste sono le caratteristiche principali che differenziano questa edizione da quelle precedenti.

Harry potter slytherin edition
Illustrazione di Salazar Serpeverde

Io mi sono innamorata subito di questa edizione e me la sono regalata per il compleanno, oltre ad essere un’idea secondo me geniale, è ben curata ed il prezzo è abbastanza contenuto (si parla di meno di 10 euro per l’edizione in brossura e attorno ai 15 per quella con la copertina rigida). L’unica pecca è che – per ora- non è chiaro se verranno pubblicati anche gli altri volumi in questa edizione.

Voi avete acquistato questa edizione? Cosa ne pensate? Fatemi sapere nei commenti!

Citazioni · Film · Libri

Citazione del mese: J.K. Rowling

Ciao a tutti! Questa settimana torna l’appuntamento con la citazione del mese; quella di questo caldo e assolato giugno è ovviamente dedicata alla queen J.K. Rowling e Harry Potter, per festeggiare anche sul blog i venti anni di Harry Potter e la Pietra Filosofale!

La citazione che ho scelto è di Silente ed è però tratta da I Doni della Morte, mi è sempre piaciuta perché rispecchia un po’ il mio rapporto con il mondo di Harry Potter ed è anche la risposta che vorrei dare a tutti quei simpaticoni che mi chiedono: “Ma a venticinque anni stai ancora fissata con questa roba? Ma che credi davvero a bacchette magiche e scuole di magia?!” Avete capito di quale parlo? 

Of course it is happening inside your head, Harry, but why on earth should that mean that it is not real?

E nella versione italiana:

Certo che sta succedendo dentro la tua testa, Harry. Ma perché diavolo dovrebbe voler dire che non è vero?


A voi piace Harry Potter? Quali sono le vostre citazioni preferite?? Io ne avevo una lista infinita e sceglierne una è stato un dramma!

 

harry potter dumbledore

Libri · Recensioni

Recensione: “La Città & La Città” di China Miéville.

Ciao a tutti! Questa settimana vi riporto nella folle immaginazione di China Miéville con la recensione de La Città & La Città, un romanzo che mescola generi diversi, perfetto da leggere sotto l’ombrellone!

La trama: Immaginate due città, separate e unite allo stesso tempo, in un punto indefinito dell’Europa, figlie della catastrofe postsovietica. Due città sovrapposte che condividono lo stesso spazio, ognuna con le proprie strade, i propri palazzi, i propri cittadini, la propria storia, la propria identità. Un’anomalia spazio-temporale, un capriccio tecnologico, un errore nella creazione, una scissione a un certo punto della Storia? Tutto questo, o forse no. Per un abitante di una città, il più grave reato è quello di vedere un abitante dell’altra: sono due mondi vicinissimi, eppure incomunicabili, e la punizione per chi trasgredisce è certa e impietosa. Così tutti sono abituati fin dalla nascita a non vedere, a sfuggire ogni forma di contatto con gli altri che pure sono lì, sotto i loro occhi e a portata di mano. Una mattina come un’altra, in una delle due città viene scoperto un delitto. Le indagini conducono fino all’altra città e poi oltre, in una realtà che nessuna delle due sembra conoscere, e che probabilmente trascende entrambe…

La citta e la citta mieville

Sfogliando La Città & La Città, la prima cosa che salta agli occhi ed incuriosisce è sicuramente la valanga di premi che si è portato a casa, il romanzo di China Miéville è stato infatti vincitore dei premi Locus, Arthur C. Clarke, British Science Fiction, World Fantasy e finalista al premio Nebula.

L’idea di base del romanzo è questa: ci sono due città, Beszel e Ul Qoma, sono molto diverse tra loro e così lo sono i loro abitanti, sono separate da un muro che non è tanto una barriera fisica quanto ideologica e legale, i cittadini delle due città infatti imparano sin da piccoli a “disvedersi” ovvero fare finta di non vedere gli abitanti, le auto, i negozi dell’altra città poiché altrimenti incorrerebbero in sanzioni penali. Il precario equilibrio su cui si reggono queste due città comincia a vacillare quando il cadavere di una ragazza americana che lavorava ad Ul Qoma viene ritrovato a Beszel e l’ispettore Tyador Borlù, protagonista e voce del romanzo, viene chiamato ad indagare.

Al di là delle indagini che si svolgono in questo mondo tanto curioso quanto talvolta di difficile comprensione, La Città & La Città appare come una metafora della nostra società, di come anche noi, nella vita di tutti i giorni, condividiamo lo spazio con altre persone ma scegliamo volutamente di non vederle, di ignorarle e, governati dai pregiudizi, facciamo finta che non esistano per paura dell’altro, del “diverso”.
Le questioni sociali e la critica alla società hanno una grande importanza ed un forte impatto sulle opere di
China Miéville tanto da costituirne lo strato fondante anche in questa storia.

La Città & La Città un’opera che, come molti lavori di Miéville, si cataloga difficilmente in un genere specifico, lo si può considerare un noir con elementi fantastici e distopici o lo si può considerare una distopia che usa il police procedural come escamotage per trattare temi socio-politici, quello che a primo impatto sembra un limite che può disorientare il lettore, costituisce l’elemento di originalità del romanzo che, una volta terminato, lascia spazio alle riflessioni su come, alienati dalla vita di tutti i giorni, non ci prendiamo il tempo di osservare il mondo e ciò che ci circonda.


Un adattamento de
La Città & La Città è stato realizzato da BBC Two ed andrà in onda sul canale inglese entro la fine di quest’anno.

Last but not least, ringrazio ancora la Fanucci Editore per avermi dato l’opportunità di recensire un romanzo di uno dei miei autori preferiti.

Libri · Miscellaneous

Book Buying Tag!

Dal big bang ai buchi neri hawking

Ciao a tutti! Questa settimana la mia salute se n’è andata in vacanza e purtroppo non ho potuto terminare nessuno dei libri che sto leggendo. Faccio quindi il Book Buying Tag per parlarvi un po’ delle mie abitudini da book shopper (?).

  1. Da dove compri i libri?
    Premesso che qua le librerie sono poco fornite, dipende, se so che devo andare in centro li compro da Feltrinelli perché si può vedere la disponibilità dal sito ed evitare viaggi a vuoto. Altrimenti, dato il mio gusto per libri per niente pop, li prendo su Amazon o Book Depository. Quando andavo all’università mi fermavo spesso anche da IBS.

  2. Pre-ordini mai i libri? E se lo fai lo fai online o in libreria?
    Mi è capitato di preordinare solo Cursed Child online perché pensavo avrei risparmiato qualche euro e invece poi, dopo qualche settimana, si trovava a quel prezzo pure al supermercato!

  3. Di solito quanti libri compri in un mese?
    Dipende dal periodo, in genere un paio, sono lenta a leggere e spesso disorganizzata per cui, per evitare di trovarmi sommersa di libri che non leggerò mai, sto molto attenta a cosa comprare.

  4. Usi la tua biblioteca locale?
    Dovrei ma non ce la faccio! Non posso pensare di dover restituire un libro dopo averlo letto, per darvi un’idea, mentre scrivevo la tesi, sono riuscita ad affezionarmi pure a dei manuali tremendamente brutti, inutili e noiosi.

  5. E se lo fai, quanti libri puoi/vuoi prendere in prestito alla volta?
    Grazie alla mia tesi interamente costruita su manuali fuori catalogo almeno da un paio di decenni posso dirvi che sono sei, quattro con prestito interbibliotecario.

  6. Qual è la tua opinione sui libri della biblioteca?
    Credo che siano un ottimo modo per leggere un sacco e risparmiare.

  7. Qual è la tua opinione sui libri di seconda mano?
    A parte la polvere che mi causa reazioni allergiche per settimane li adoro, all’inizio ero un po’ scettica sia sui libri che sui mercatini dell’usato, poi ho trovato Harry Potter e la Camera dei Segreti nella prima traduzione (quella con Pecoranera) a due euro e mi sono ricreduta seduta stante.

  8. Tieni i tuoi libri già letti e quelli ancora da leggere sullo stesso scaffale?
    No, i libri da leggere sono parcheggiati in pile traballanti sul mio comodino mentre i libri già letti stanno nella libreria.

  9. Programmi di leggere tutti i libri che possiedi?
    Quelli che mi sono comprata sicuramente, quelli che mi hanno regalato non lo so, alcuni proprio non mi interessano neanche lontanamente.

  10. Cosa fai con i libri che possiedi che pensi non leggerai mai/non ti sono piaciuti?
    Allora, dipende: se me li hanno regalati o so che in futuro potrei dare loro un’altra opportunità li tengo. Poi in genere sento anche se qualcuno dei miei parenti è interessato a leggerli e glieli presto, se invece nessuno li vuole, a me non interessano e voglio tirare su due spicci li porto a vendere al mercatino dell’usato ma capita molto di rado perché sono sentimentale.


    E voi che abitudini di book shopping avete? Usate la biblioteca o sperperate tutto ciò che avete in libri freschi di stampa? Fatemelo sapere nei commenti!

     

Film · Recensioni

Recensione: Swiss Army Man (2016)

Ciao a tutti! Questa settimana torno a recensire un film che è stato nella mia to watch list per secoli, si tratta di Swiss Army Man, uno dei film più discussi, ma anche apprezzati, del Sundance Film Festival dello scorso anno!

swiss army man poster

Swiss Army Man è un film del 2016 diretto da Dan Kwan e Daniel Scheinert (conosciuti come Daniels) che vede come protagonisti Paul Dano (Little Miss Sunshine, War and Peace) nei panni di Hank e Daniel Radcliffe (Harry Potter, The Woman in Black) in quelli di Manny.

Hank è stanco della sua vita, decide quindi di scappare dalla monotonia di tutti i giorni finendo però col naufragare su un’isola deserta. Mentre tenta di togliersi la vita, il suo sguardo cade su un corpo a riva, quello di Manny, da questo incontro comincia un surreale viaggio di ritorno a casa per Hank e il suo fantastico “uomo multiuso“.

Manny infatti, come tutti i cadaveri, emette delle flatulenze e grazie a queste, con un po’ di ingegno, Hank riesce a sfruttare questa versatilità degna di un coltellino svizzero (da qui il titolo Swiss Army Man) per gli usi più disparati e fare ritorno a casa.

Durante il viaggio, Manny riprende magicamente vita ma non si ricorda più niente della sua esistenza precedente o di cosa significhi essere vivi, avere un corpo con certe funzionalità o come ci si comporti con gli altri, così Hank deve insegnargli tutto, un po’ come quando la Creatura del Dottor Frankenstein impara a parlare, leggere e scrivere nel romanzo di Mary Shelley per intenderci.

Il film entra subito in una dimensione tutta sua, tra il comico, il drammatico e il surreale, gli autori riescono a portare avanti questa idea completamente folle fino alla fine, rimanendo fedeli a se stessi e riuscendo egregiamente a districarsi in un labirinto di potenziali minacce alla buona riuscita del film
La colonna sonora si adatta perfettamente all’atmosfera surreale e magica del film e la scelta dei due attori è azzeccatissima, Paul Dano infatti aveva già dato prova della sua bravura nell’interpretare questi ruoli da outsider e Daniel Radcliffe nei ruoli tragicomici riesce sempre a dare il meglio di sé.

Swiss Army Man è un film che va assolutamente preso per quel che è, una folle e sconclusionata dichiarazione d’amore all’amicizia e alla vita.


Voi lo avete visto? Se non lo avete fatto, correte subito ai ripari!

swiss army man paul dano daniel radcliffe
Paul Dano (Hank) e Daniel Radcliffe (Manny) in una scena del film.