Firenze Libro Aperto 2018

Premessa: cerco sempre di essere polite quando recensisco ma qui mi è riuscito un po’ male e mi è uscito un mezzo rant, scusate.

Lo scorso weekend (28/29/30 settembre) si è tenuta alla Fortezza da Basso la seconda edizione di Firenze Libro Aperto, il primo festival del libro di Firenze.
Tre giorni dedicati ai bibliofili da trascorrere tra presentazioni, incontri e reading con autori più o meno famosi e con ospiti sia nazionali che internazionali.

La risposta più grande a Firenze Libro Aperto è arrivata sicuramente da parte delle piccole case editrici e anche dai tantissimi autori emergenti che hanno avuto l’occasione di presentare i loro libri, tra le big del settore hanno partecipato solo Giunti, Bompiani e Einaudi.
Per quanto riguarda i generi c’era fortunatamente di tutto: classici, thriller, gialli, fumetti, biografie, saggistica e – esplorando bene – anche fantasy e fantascienza.

Innanzitutto parto col dire che era la prima volta che partecipavo a un festival del libro quindi non sapevo bene cosa aspettarmi. Sono andata sabato 29, nel primo pomeriggio, perché da quanto riportato dagli organizzatori, ci sarebbero state oltre 300 case editrici e più di mille incontri. Praticamente mi immaginavo che mi avrebbero chiusa dentro il padiglione o portata via con la forza…

Partiamo con una cosa che non c’entra niente ma che purtroppo ha segnato da subito la mia permanenza al festival: l’area ristoro. Le aree food erano sparse per i padiglioni e indicate da dei cartelli penzolanti scritti a mano (probabilmente dai proprietari stessi dato che erano tutti diversi tra loro), l’area ristoro vera e propria era invece un tristissimo bancone al piano inferiore dove ho dovuto accontentarmi di un primo praticamente freddo. Purtroppo per me stavo morendo di fame e dato che non sembrava esserci praticamente altro ho dovuto arrangiarmi e non è stato per niente piacevole.

Passando a parlare del festival vero e proprio so benissimo che era la seconda edizione e che sarebbe stato praticamente impossibile far filare tutto dritto però ecco qualcosa in più mi aspettavo.
All’interno del festival ad esempio non c’era nessuno staff, solo alcuni ragazzi dell’alternanza scuola-lavoro all’ingresso. Gli stand erano distribuiti un po’ così, alcuni erano vuoti mentre altre case editrici erano relegate in angolini praticamente impossibili da trovare.
Mi è sembrato di percepire anche da parte di altri visitatori un senso di smarrimento generale, nonostante le case editrici facessero del loro meglio per animare la situazione.
Per quanto riguarda gli editori ovviamente ognuno gestiva lo stand come meglio credeva, quindi c’era un po’ di tutto, da chi si faceva i fatti propri a chi saltava in piedi appena toccavi un libro e iniziava a raccontarti a macchinetta la trama.

Alla fine nonostante avessi adocchiato un paio di cosette ho acquistato solo un libro, Victoriana di Franco Pezzini, edito da Odoya che avevo conosciuto l’anno scorso in occasione della collaborazione con La Storia di Mr. Polly di Meridiano Zero (fanno entrambe parte della stessa casa editrice).

In conclusione, sono uscita da questo festival un po’ avvilita, ero partita carichissima, pronta a incontrare nuove case editrici, scovare nuovo materiale per il blog e conoscere nuovi autori. Spero comunque che verrà realizzata una terza edizione, migliore di questa perché nonostante tutto avere un festival del libro anche a Firenze è bellissimo!

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.